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COLLABORAZIONI

ISTITUTO LUCE – CINECITTÀ

Da sempre Guerre & Pace Filmfest collabora con l’Istituto Luce Cinecittà, il cui straordinario archivio di documentari e immagini d’epoca riguardanti la prima e la seconda guerra mondiale tanta parte ha avuto nel definire i programmi del Festival. Fondato nel 1924, infatti, l’Istituto Luce è la prima istituzione che si occupa di distribuzione di materiali filmici a scopo informativo e didattico. Potremmo definire l’Istituto Luce un vero e proprio scrigno di documenti per immagini che il tempo non può che rendere sempre più preziosi, collocato all’interno di quella struttura che da sola è simbolo del miglior cinema italiano, dei sogni e dei miti che questo cinema seppe incarnare. Sorto, infatti, in una palazzina collocata subito fuori dallo spazio di Cinecittà, oggi ancora visibile e funzionante (è sede municipale), il Luce fu ben presto posizionato all’interno dei grandi studi quasi a sottolineare la contiguità tra produzione e promozione, tra cinema inteso come grande momento creativo e materiale cinematografico inteso come documento storico, cinema come spettacolo, cultura e testimonianza del nostro tempo.

COMITATO ATLANTICO ITALIANO
Il Comitato Atlantico Italiano è un Ente che da sessanta anni cura l’analisi, la formazione e l’informazione, sui temi di politica estera, sicurezza e difesa, relativi all’Alleanza Atlantica. Per lo svolgimento dei propri compiti, il Comitato Atlantico Italiano promuove una vasta gamma di attività sia in ambito nazionale che internazionale. In particolare, il Comitato Atlantico Italiano assicura la presenza dell’Italia nell’Atlantic Treaty Association (ATA) e ha in atto diversi programmi di cooperazione nei Balcani, nel Mediterraneo ed in Medio Oriente.

 

CENTRO ANTIVIOLENZA “MARIE ANNE ERIZE” DI ROMA

Il Centro antiviolenza “Marie Anne Erize” di Roma, ha ricevuto il 5 aprile 2016 un premio ai Diritti Umani dall’ambasciata di Francia, e ha goduto di un contributo da parte della Fondazione UP che ha permesso la creazione della Sartoria Solidale, dove le utenti e le ex utenti vittime di violenze possono, tramite i lavori di rammendo, rimessa a modello e tanto altro, creare reddito e rendersi così indipendenti, in modo da potersi staccare definitivamente da situazioni a rischio per se stesse e per i loro figli.  Il passo successivo alla creazione della sartoria solidale è stato quello del prestito degli abiti da sposa, reso possibile grazie alle tante donazioni ricevute. Sono stati  raccolti abiti meravigliosi di tutti i tempi, che vanno dal 1950 ad oggi. E proprio per mostrare l’assoluta bellezza dell’artigianato italiano e creare un’occasione di convivialità solidale, sono state organizzate delle sfilate, intese anche come segno tangibile che uscire dalla violenza di genere si può, così come ricostruire, partendo anche dalla conservazione della bellezza.  Il progetto del centro è infatti quello di ascoltare, creare cultura e insegnare una professione alle donne abusate che vi si rivolgono; secondo la politica del “Marie Anne Erize”, solo attraverso queste tre fasi si può uscire in maniera definitiva dal tunnel della violenza. Se il primo passo rimane l’ascolto e l’accoglienza, senza una cultura che permetta  di acquisire consapevolezza del proprio valore e senza l’acquisizione di una professionalità che le renda indipendenti economicamente, queste donne non riusciranno a fare il passo definitivo verso il cambiamento ma, anzi, tenderanno a rimanere nel loro inferno, l’unico mondo che conoscono.